L’orizzonte del mio credo
Sono riuscita
a diversificare il coro
automatico parlante,
chiacchiere solidali
in un giorno di festa, che poi
me ne vado dandomi un tono
i capelli morbidi scivolano sulle spalle
si contrae un trapezio
è la freschezza
del nuovo limite
La concentrazione
chiara, la coscienza è liquefatta
ma riceve la pace, comunque
inviata
ho messo una firma e voglio entrare
nel luogo che mi hanno lasciato
dove sento una canzone
melensa, insulsa
Il sollievo
all’orizzonte del mio credo
si espande in ogni direzione
e nei limiti
Che piacere è piangere
provando vergogna
Amica fidata
Chi è la tua amica
fidata, sicura nella fiducia
elementare
paga un tributo alla finzione che non si può più sostenere io guardo e le vedo
a vicenda sviluppare una difficile intimità
in pace
la generosità è in alto
nella lista lasciata in sospeso
da ognuna delle nostre madri, sopra le parti
è interminabile, voglio ripagare con quello che ho sempre avuto caro e disponibile
le risorse finite, nutrienti, gli espedienti
per la mia fuga
Mi porto dietro le radici cosmiche
di una casa inaccessibile
le mani di seta che ho toccato
la sera
all’alba le ho già dimenticate
Dedico un momento
Dedico un momento
All’assenza di azione
Sono troppo devota
Ad una certa sonorità
Singolare, ribollente
Squamata all’interno
L’immagine divisa per tre,
Accade in movimento
Diretta
Sulla stessa linea temporale
Agghiacciante nel senso
Buono
Del termine
Quello dell’educazione esagerata
Necessaria ed incombente
Se smettessi di dedicare
Un momento
Alle colpe virtuali
Immaginate dal futuro
Mi ritroverei con in mano soltanto
L’eco di alcuni bisogni
Che oggi richiamano una certa attenzione
Al pregiudizio maschile
Lo sguardo
dell’idea è più pungente
In generale
Della mano
Oggi ho risolto tutti i momenti
Di indecisione
@frsante